Siria: bombe su Homs, uccisi due reporter del Sunday Times Marie Colvin e Remi Ochlik

Siria: bombe su Homs, uccisi due reporter del Sunday Times Marie Colvin e Remi Ochlik
Continuano i bombardamenti sulla capitale siriana e sale il numero delle vittime. Uccisi durante gli scontri due giornalisti occidentali, l’americana Marie Colvin inviata di guerra del Sunday Times e il fotoreporter francese Remi Ochlik. Secondo quanto hanno riportato gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti dell’uomo, ong con sede in Gran Bretagna, sono almeno 13 i civili sono morti oggi nella capitale della rivolta, così come è considerata la città siriana, contro il regime di Basar al-Assad.
Immediata la condanna del presidente francese Nicolas Sarkozy. ‘Ho appreso che due giornalisti sono stati assassinati, uno dei quali francese’, ha detto il premiér. ‘Che il presidente siriano Assad abbandoni il potere’.
Marie Colvin, giornalista cinquantacinquenne con una vasta esperienza (aveva seguito i principali conflitti regionali ed era diventata famosa per le sue corrispondenze dallo Sri Lanka, dove nel 2001 aveva perso l’occhio sinistro per una scheggia di granata), e il fotoreporter Remi Ochlik, 28 anni, erano all’interno di un’abitazione di Baba Amr, adibita a centro stampa, quando sono stati centrati da una bomba sparata dalle forze siriane.
Secondo il quotidiano francese Le Figaro, altri giornalisti stranieri sono rimasti feriti, tra cui la francese Edith Bouvier. La Francia ha convocato l’ambasciatore siriano a Parigi ‘per ricordargli che il comportamento del governo siriano è intollerabile’, ha detto il ministro degli Esteri francese Alain Juppé. Il capo della diplomazia francese ha anche chiesto che venga consentito di accedere ai giornalisti feriti per prestargli assistenza.
Intanto secondo quanto ha riportato l’Osservatorio siriano per i diritti dell’uomo, sono oltre 7.600, soprattutto civili, le persone uccise in Siria dall’inizio della repressione anti-Assad, undici mesi fa. Tra le vittime ci sono 5.542 civili, 1.692 soldati e membri delle forze di sicurezza e circa 400 disertori, ha precisato all’Afp il direttore dell’Ong con sede in Gran Bretagna, Rami Abdel Rahmane.
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