Foxconn: un milione di robot entro il 2014

L’industria tecnologica Foxconn, famosa per la produzione di dispositivi per marchi importanti come Apple, Sony, Amazon, Dell e altri colossi della tecnologia, ha annunciato di voler incrementare il numero dei robot nelle proprie fabbriche.

Attualmente gli automi presenti sono 10 mila, ma l’obiettivo di Terry Gou (fondatore e amministratore delegato della compagnia) sarebbe quello di inserire, in tutte le sue fabbriche, 300 mila robot l’anno per i prossimi tre anni, per un totale di un milione di robot entro il 2014.


La Foxconn è, a livello mondiale, la più importante multinazionale per la produzione di componenti elettronici, produttrice di dispositivi come iPhoneiPad della Apple, parti della PlayStation 3 della Sony, del Kindle di Amazon e ha molti giganti dell’elettronica come clienti, fra i quali Microsoft, Acer, Nokia, Intel, Nintendo e Dell.

La notizia ha dell’incredibile per tre interessanti motivi: i robot utilizzati fin’ora in tutto il mondo, da diverse aziende e per svariate mansioni, sono “solo” poco più di un milione. La taiwanese Foxconn ha un milione e 200 mila dipendenti, tutte persone che, data la notizia recentemente annunciata, potrebbero perdere il lavoro. Già nel 2010 la Foxconn ha assistito ad una serie di 14 suicidi fra i suoi dipendenti, avvenuti fra gennaio e febbraio del 2010. Tali suicidi, si suppone, siano stati causati dalle difficili condizioni di lavoro e dalle probabili discriminazioni fra dipendenti taiwanesi e dipendenti cinesi. Inoltre, lo scalpore della vicenda aveva portato a una serie di indagini interne, a una difesa d’ufficio di Steve Jobs (ceo di Apple) e alla stipulazione di un modulo della Foxconn, da far firmare ai propri impiegati, in cui dichiarano di impegnarsi a non commettere suicidio.


All’epoca Terry Gou aveva dichiarato che era talmente sconvolto dai tragici eventi, da non riuscire a dormire la notte. Data la scelta di sostituire il personale con i robot, il ceo della Foxconn non dovrà certamente più affrontare questo tipo di problemi.

In fine, la decisione di adoperare tutti questi robot al posto degli operai potrebbe creare un effetto a catena anche per le altre aziende cinesi, innescando un processo di deindustrializzazione simile a quello avvenuto a Detroit dove, fra il 2000 e il 2008, 150 mila dipendenti persero il posto di lavoro, col conseguente dimezzamento della popolazione della metropoli americana.

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Scritto da il 2 ago 2011. Registrato sotto Curiosità, News dal mondo, Tecnologia. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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